Sono Silvia. Questa è la guida pratica per farti trovare nelle risposte delle intelligenze artificiali: cosa dipende da te, cosa no e da dove partire se hai un'attività locale.
Quando un cliente chiede a un assistente chi può aiutarlo, non vede una lista di dieci risultati: legge una risposta. Comparire significa essere dentro quella risposta.
La risposta riporta un link alla tua pagina come fonte da cui ha preso l'informazione.
Il nome della tua attività compare nel testo, per esempio tra le realtà di una città o di un settore.
L'assistente propone la tua attività a chi chiede qualcuno che faccia quel lavoro nella sua zona.
Nessun fornitore serio può garantirti di comparire in queste risposte. Quello che puoi fare è rendere il tuo sito facile da trovare, leggere e capire, e non metterti fuori gioco con errori tecnici.
Qui riporto solo ciò che Google e OpenAI scrivono nella loro documentazione. Dove la documentazione non dice nulla, non invento regole.
AI Overviews e AI Mode: Google dichiara che non servono requisiti aggiuntivi rispetto alla Ricerca.
OpenAI usa un crawler dedicato, OAI-SearchBot, per la ricerca di ChatGPT.
Due limiti da tenere presenti. Per l'app Gemini non ho trovato una documentazione ufficiale che spieghi come sceglie le fonti, quindi non ti propongo trucchi. E la documentazione di OpenAI non dice come vengono ordinati i risultati né se consentire il crawler basti per comparire. Fonti: documentazione Google sulle funzioni AI nella Ricerca e documentazione OpenAI sui crawler.
Sono azioni che servono anche alle persone che visitano il sito. Per questo valgono la pena a prescindere da come cambieranno gli assistenti.
Cosa offri, per chi e in quale zona, scritto per esteso nella pagina e non soltanto dentro immagini o grafiche.
Ogni servizio ha la sua pagina, che risponde alle domande che i clienti fanno davvero: cosa comprende, quanto tempo richiede, come si lavora.
Nome, indirizzo, telefono, orari e descrizione coincidono su sito, scheda Google Business Profile e altri elenchi.
Recensioni reali e menzioni su siti terzi affidabili aiutano chiunque a valutarti. Non posso dirti quanto pesino su ogni assistente.
Non sono obbligatori, ma se li usi devono dire le stesse cose che si leggono nella pagina, senza aggiungere altro.
Controlla il file robots.txt, i plugin di sicurezza e la cache: un blocco messo anni fa può tenere fuori i crawler ancora oggi.
Sono scorciatoie che promettono molto e di solito danno poco.
Chi garantisce di farti comparire su ChatGPT promette qualcosa che non controlla.
Ripetere la stessa espressione rende la pagina più faticosa da leggere, per le persone e per i sistemi che la analizzano.
Decine di articoli simili tra loro, scritti senza conoscere l'attività, non dicono nulla di nuovo e non ti rappresentano.
Un indirizzo o un orario che cambia da una scheda all'altra confonde chi legge e chi raccoglie le informazioni.
Non esiste un contatore unico. Il metodo più onesto è rifare ogni mese le domande che farebbe un cliente.
Quelle vere, con la tua zona: per esempio chi realizza e-commerce a Torino, o un consulente per le automazioni.
ChatGPT, Gemini e gli altri che usano i tuoi clienti, sempre con le stesse parole, così i risultati sono confrontabili.
Se vieni nominato, con quale descrizione, e quali siti vengono citati al posto tuo.
Se l'informazione è sbagliata o manca, intervieni sulle pagine e sui profili da cui può derivare, poi ripeti il controllo.
Per le visite che arrivano da Google, secondo la documentazione i dati delle funzioni AI rientrano in Search Console nel tipo di ricerca Web, insieme al resto del traffico dalla Ricerca. Non c'è un rapporto separato che dica quante volte sei stato citato.
Quattro passi, in ordine di priorità.
Cerca il nome della tua attività su Google e verifica in Search Console che le pagine dei servizi siano indicizzate.
Verifica che non escluda per errore i crawler, in particolare OAI-SearchBot se vuoi comparire nella ricerca di ChatGPT.
Una descrizione chiara di cosa fai, per chi, dove e come si lavora con te, con le risposte alle domande più frequenti.
Sito, Google Business Profile ed elenchi: stessi nome, indirizzo, telefono e orari.
Se vuoi un punto di partenza, fai il test gratuito per capire se il tuo sito è pronto per l'AI: dura circa tre minuti e ti indica tre priorità. Per un lavoro fatto insieme guarda come imposto la visibilità su Google e nelle risposte AI oppure la consulenza SEO e GEO a Torino.
No. Nella documentazione di Google si legge che l'indicizzazione e la visualizzazione non sono garantite, e in quella di OpenAI consentire il crawler è una condizione necessaria per la ricerca di ChatGPT, ma non una promessa di comparire. Diffida di chi garantisce posizioni o citazioni.
Non necessariamente. Per le funzioni AI di Google, la documentazione dice che non servono requisiti tecnici aggiuntivi né ottimizzazioni speciali: la pagina deve essere indicizzata e poter comparire in Ricerca con uno snippet. Spesso si parte dal sistemare ciò che c'è: testi chiari, pagine di servizio, dati coerenti.
Secondo OpenAI i due controlli sono indipendenti. GPTBot riguarda l'addestramento dei modelli, mentre per comparire nella ricerca di ChatGPT conta OAI-SearchBot. Puoi quindi bloccare uno e consentire l'altro, ma è una scelta da fare sapendo cosa comporta.
Dipende. Google indica che dopo una modifica il nuovo passaggio dei suoi sistemi può richiedere da qualche giorno a qualche mese. OpenAI scrive che l'aggiornamento delle regole del file robots.txt può richiedere circa 24 ore.
Per Google sì: per comparire nelle funzioni AI la pagina deve essere indicizzata e idonea a comparire in Ricerca, quindi le basi della SEO restano il punto di partenza. Per questo parlo di SEO e GEO insieme.
Scrivimi l'indirizzo del tuo sito e che cosa fai. Ti rispondo personalmente e ti dico da dove conviene partire.